L'occupazione militare del Giappone da parte degli americani costrinse tutte le Arti Marziali ed il ninjutsu in particolare a tornare alla più totale segretezza, se non che nel frattempo il seme dell'Arte era stato gettato in nuovi terreni: si apriva infatti nel mondo una diversa partita nella quale gli alleati di ieri divenivano i nemici di oggi ed iniziavano a combattere una guerra segreta fatta di colpi di mano, di attentati, di omicidi commissionati, del furto di informazioni riservate.
Ancora una volta l'Arte Silenziosa era chiamata ad una scelta. Ed ancora una volta si divise. Taluni clans, perseverando nelle scelte del loro antenati, decisero di mantenere per i loro affiliati un ruolo di stretto legame con le istituzioni ufficiali.
Quando nelle cronache di questi nostri travagliatissimi anni, riflettiamo su omicidi misteriosi di cui non si scoprirà mai il colpevole, su stragi perpetrate per destabilizzare questo o quel Paese, su inspiegabili morti di cui non si comprende la causa, come il 27 luglio 1985, sulla spiaggia tra Pesaro e Fano il mare restituiva un corpo senza vita ma stranamente composto: era quello di Masahiro Oki, una figura emblematica dell'odierno Giappone. Medico personale dell' Imperatore Hiro Hito, consulente dei cinque maggiori ospedali del Giappone, Oki ebbe una vita movimentata; soggiornò a lungo in India, dove divenne uno degli allievi prediletti del Mahatma Gandhi e dove il suo interesse per l'energia, la respirazione ed il corpo umano lo indussero ad applicarsi allo Yoga diventando uno dei più quotati maestri del mondo. Per tutta la vita si occupò di arti marziali giungendo alla fama di massimo conoscitore giapponese di queste ultime e collezzionando nelle varie discipline 36 Dan. Durante la Seconda Guerra Mondiale fece parte, non a caso, del Servizio Segreto nipponico. Veniva considerato depositario di tecniche per il dominio sui sensi e sul pensiero che migliaia di seguaci sparsi in tutto il mondo tentavano di apprendere. Quando si sente tutto questo, il pensiero non può non andare ad incontrare la figura di un esecutore particolare, di un uomo la cui vita propria ed altrui non abbia significato, la cui scala dei valori sia diversa da quella comune, un uomo insomma che all'esplorazione accurata del proprio animo abbia sondato fino in fondo il suo "lato oscuro" senza saper resistere al suo macabro fascino.
Ma...esiste un'altra strada...è quella di coloro che ... continuano a scegliere il Lupo. Infatti la maggioranza delle arti marziali ha rinnegato questa scelta; la loro lenta evoluzione nei secoli ricorda quella che ha mutato il lupo selvaggio in cane domestico. Sono innegabili le qualità del cane eppure è il fiero lupo, conscio della sua forza, a non abusare mai contro altri della sua specie. E' giusto e bello che esistano i cani ma ... quanto sarà piu' povero il mondo quando scomparirà l'ultimo dei lupi !
Cosi', idealmente arroccati nei loro monasteri-fortezza, gli ultimi ninja tentano di mantenere viva la tradizione, non certo con lo scopo di far girare al contrario la ruota della storia, ma con la consapevolezza che per protendere i suoi rami verso il futuro, un albero ha bisogno di affondare le sue radici in un solido passato... ogni uomo è contemporaneamente Dio e Diavolo, un nobile guerriero ed un sicario prezzolato, un medicante o asceta ed un interessato bottegaio, la luce ed il buio...Il ninjitsu e' la ricerca di questa consapevolezza.